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LA STORIA

CONCENTRAZIONE NAZIONALE COMBATTENTI TRA DIPENDENTI DEL BANCO DI NAPOLI

 

Il primo dicembre 1946 sorge a Salerno la Concentrazione  Nazionale Combattenti, Mutilati, Reduci, Partigiani, Orfani e Vedove di guerra fra dipendenti del Banco di Napoli.

Il 21 febbario 1947 l’associazione assume costituzione legale con rogito del notaio Francesco Favella, registrato con il n. 1263.

Nello stesso anno inizia la pubblicazione il periodico “ Il Combattente”, organo ufficiale e notiziario della organizzazione.

Dopo un infruttuoso tentativo di portare in sede sindacale (Congresso di Bologna della F.I.D.A.C.) le rivendicazioni dei Combattenti, nel marzo del 1947 la Giunta esecutiva decide di trasferire a Napoli la sede sociale della Concentrazione e di delegare il Segretario Generale ed alcuni colleghi combattenti in servizio presso la Direzione Generale del Banco di Napoli ad assumere la rappresentanza ufficiale della organizzazione sia nei confronti dell’amministrazione che delle rappresentanze sindacali esistenti dell’ Istituto.

 

L’iniziale attività della Concentrazione si svolge a fissare i problemi rivendicativi da impostare per i combattenti e reduci e a stabilire una serie  di contatti chiarificatori con i rappresentanti dell’ Amministrazione.

 

La decisione dell’azione della Concentrazione , a seguito di un decisivo intervento del Segretario della Camera del Lavoro di Napoli, determina il favorevole orientamento sul 1° Convegno Nazionale della Commissione Interna (F.I.D.A.C.), il quale approva unanimemente, e con una deliberazione complessiva, le tredici mozioni formulate dalla Giunta Esecutiva provvisoria della Concentrazione ed illustrate da un componente della stessa, espressamente delegato.

 

Le azioni di tutela delle categorie combattentistiche dei dipendenti del Banco di Napoli si concretizzano nel fatto che  nel corso dello sciopero del 1947 la Concentrazione invia a Roma una delegazione che ottiene dalla FIDAC l’impegno di una sollecita trattazione delle rivendicazioni delle categorie combattentistiche del Banco di Napoli rappresentate dalla Concentrazione.

 

Il 6 settembre del 1947 ha luogo a Napoli il 1° Congresso Nazionale della Concentrazione al quale si susseguono il secondo nel gennaio 1949, ed il terzo nell’ottobre 1951 e via via; il quinto Congresso  si tiene a Roma nel 1955; il settimo si tiene a Bologna nel 1960 e l’ottavo a Firenze nell’anno 1963 e il decimo nel mese di marzo 1969 si tiene nella città di Bari.

 

La Concentrazione risolve la totalità dei problemi di carattere economico e di carriera degli ex combattenti e reduci , ottenendo dei riconoscimenti che se non traducono, come dovrebbero, i benefici di cui godono gli impiegati dello Stato, pur tuttavia costituiscono una possibilità di contenere il danno subito.

 

Nel 1952, per una serie di circostanze la tensione fra le varie organizzazioni sindacali presenti del Banco di Napoli (compresa la Commissione Interna) e la Concentrazione diventa sempre più acuta tanto che, nella riforma del Regolamento del Banco di Napoli, che era strutturato come un vero e proprio contratto collettivo aziendale per i commessi gli impiegati e funzionari del Banco di Napoli, viene negata ai rappresentanti dei Combattenti della Concentrazione del Banco di Napoli di intervenire alla trattativa eludendo in questo modo diversi dettati di legge con l’aggravante che vengono eliminati i riconoscimenti già concessi ai dipendenti reduci dall’ ultima guerra mondiale.

 

Le altre organizzazioni sindacali tentano con tutti i mezzi di distruggere l’Organizzazione della Concentrazione, che contava già nel 1957 circa 1500 iscritti, senza riuscirci nonostante sul piano pratico e sindacale la Concentrazione devette annoverare una serie di insuccessi.

 

Il “Combattente” organo ufficiale della Concentrazione incominciò a pubblicare fina dai primi numeri l’ Albo d’0nore di tutti i dipendenti del Banco di Napoli decorati di medaglie al Valore Militare; le cronache delle attività delle associazioni combattentistiche nazionali; la storia del Banco di Napoli nel centenario dell’ Unità d’ Italia; scritti costantemente ispirati alla difesa dei valori morali della patria e del patrimonio di fede, di sofferenze e di eroismo dei soldati italiani; articoli in difesa del Banco al presentarsi di campagne di stampa denigratorie proveniente da certa stampa del Nord; aggiornamenti di disposizioni di legge e delle proposte in atto in materia combattentistica.

 

Si deve all’opera della Concentrazione le iniziative nel settore delle “Cooperative Edilizie” con la costituzione della Cooperativa Concentrazione Nazionale Combattenti del Banco di Napoli costituita da iscritti alla Concentrazione.

 

Nel 1955 la Concentrazione ottiene dal Banco di Napoli un fondo di 100 milioni per l’acquisto di suoli, attraverso il quale molti combattenti residenti a Napoli, Roma, Milano e Genova riescono a risolvere il problema di una casa di proprietà.

 

L’iniziativa della Concentrazione fa in modo che l’Amministrazione del Banco di Napoli adotti analoghi principi di intervento a favore di molti altri dipendenti.

 

La Concentrazione si fa promotrice di una azione per ottenere la concessione di una forma di “assicurazione contro gli infortuni” quale forma di previdenza gratuita determinando l’intervento del Previbanco (organismo preposto a concedere benefici e prestiti a tassi agevolati ai dipendenti del Banco)  per la estensione di essa a tutti i dipendenti.

 

La Concentrazione per diversi anni e fino a quando i mezzi economici lo hanno consentito, offre ai figli dei propri iscritti delle borse di studio, se pur modeste, annuali.

 

Nel 1947 vengono scoperte nell’atrio principale del Banco Napoli, due grandi lapidi in marmo che riportano scolpiti i nomi dei ventisette impiegati del Banco di Napoli caduti nella guerra 1915-1918 che “Lavorarono per la prosperità del Banco e morirono per la grandezza della Patria” e degli ottantadue caduti della guerra 1940-1945 che Benedetto Croce  affratellò:

 

 

 

Il 24 maggio n1954 viene benedetto il Labaro della Concentrazione ai piede dell’altare a Redipuglia in occasione del 1° “Pellegrinaggio organizzato dalla Concentrazione”.

 

Il 10 giugno 1955 si svolge il 2° pellegrinaggio ad El Alamein dove il Banco di Napoli e i suoi combattenti esaltano l’eroismo dei Caduti del deserto.

 

Viene apposta una lapide in marmo, fregiata da una corona di alloro in ferro battuto.

 

Si depone un’anfora con la terra della città di Napoli, ricevuta dal Sindaco sulla tomba del caduto “ Vincenzo Santoriello da Napoli.

 

Sottoscrizione per l’erigendo “Ossario sulla Base Italiana di quota 33”.

 

Il 24 maggio 1956 con una imponente manifestazione organizzata dal Comune di Napoli, viene murata al Molosiglio ai piedi del Monumento al Fante “ la pietra raccolta ad El Elamein che ne fa solenne consegna alla città, tramite la Concentrazione Combattenti del Comune”.

Giardini Molosiglio Monumento Al Fante

Giardini del Molosiglio e Monumento al Fante

 

Il 30 novembre 1956 si svolge una solenne cerimonia religiosa indetta dalla Concentrazione alla presenza delle Autorità napoletane e dei Rappresentanti del Banco per i combattenti caduti per la “ libertà ” dell’ Ungheria.

 

Agosto 1958 si svolge il pellegrinaggio a Dackau dove, davanti ad un forno crematorio, viene deposta una corona di alloro in ferro battuto, recata appositamente dall‘Italia.

 

5 e 7 settembre 1959 si svolge il 6° pellegrinaggio in Spagna a Saragozza nella Torre Ossario deaduti Italiani dove è sepolta la Medaglia d’Oro Giuseppe Meridda, impiegato del Banco di Napoli.

Tutti gli anni, in occasione della ricorrenza Nazionale del 4 novembre, ai piedi delle lapidi, collocate attualmente nell’atrio della Filiale di Napoli del Banco di Napoli in Via Toledo, a cura della Concentrazione vengono poste corone di alloro ed organizzate celebrazioni commemorative con l’intervento di Consiglieri di Amministrazione, di Alti Dirigenti dell’ istituto  ed in alcune occasione con l’intervento  del Presidente del Banco di Napoli o del Direttore Generale.

SUL LABORO DELLA CONCENTRAZIONE VI SONO TRE MEDAGLIE D’ORO AL VALORE MILITARE,

NUMEROSE DI ARGENTO E DI BRONZO.

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SOTTOTENENTE GIUSEPPE MERIDDA ( sepolto a Saragozzo – Spagna – Torre Ossario )

 

Bersagliere sardo Medaglia d’oro alla Memoria e una Medaglia d’Argento al V.M. e due di bronzo al V.M.

“ Valoroso ufficiale distintosi nei venti mesi di campagna in oltremare Spagna. Incaricato di assaltare posizioni nemiche formidabili sistemate a difesa, trascinava i propri soldati a compiere atti di sublime eroismo”.

Ferito a morte, ma con spirito proteso verso la Vittoria, si trascinava incitando con nobili parole il reparto a sfruttare il successo conseguito.”

Si spegnava serenamente invocando il nome della Patria (Testa di Polte di Seras 23 dicembre 1938).

 

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SOTTOTENENTE MARCELLO BONACCHI ( sepolto nel sacrario Caduti d’Oltremare in Bari)

 

Ufficiale Divisione Acqui Medaglia d’Oro al V.M. alla Memoria.

“ Giovanissimo ufficiale di complemento, animato da viva fede patriottica, subito dopo l’armistizio, con decisione e ardimento esemplari, prodigava ogni sua attività nella lotta contro i tedeschi cui era impegnato il proprio reparto, distinguendosi in disperate circostanze per costante decisione, iniziativa e coraggio. In epico, impari combattimento “ alla testa del suo plotone, che aveva saputo trascinare con l’esempio e la parola, mortalmente colpito al petto non si dava per vinto e, pistola in pugno, incitava col gesto gli uomini al combattimento, finchè nuovamente colpito al capo trovava la forza di scagliare contro l’avversario l’ormai inutile e scarica pistola cadendo col volto rivolto verso il nemico ed il braccio teso quasi ad indicare ai suoi uomini anche da morto la via da seguire (Ponte Kimoneco Divarata (Cefalonia) 16-17 settembre 1943).

 

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CAPORAL MAGGIORE BRUNETTI ATTILIO  (Commesso presso la Filiale di Rola-Napolbanco) – deceduto nel 2010 –

Nedaglia d’oro al V.M. Com.do 2° Comp. e formazione volontari  “Majella”.

Comandante di pattuglia attaccato e circondato da preponderanti forze nemiche, visto cadere gravemente ferito il proprio Comandante, con grande coraggio e sangue freddo riusciva a sottrarlo ai nemici e, sempre combattendo, per sei chilometri, dopo aver posto fuori combattimento due avversari, lo portava in salvo nelle proprie linee.”

Già distintosi per eccezionale coraggio e sprezzo del pericolo in varie precedenti occasioni di pattuglia. (Settore terrestre Adriatico – Anno 1944).

 

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